giovedì 9 febbraio 2017

NORMAN UN ROMANZO STORICO TRA FANTASIA E LEGGENDA , EDMONDO MARRA 2017


INTRODUZIONE

                                                        L’arrivo dei primi normanni in Italia meridionale avviene nel 1016 , mille anni fa, ed il loro dominio finisce con l’ultima regina ,Costanza d’Altavilla , che muore nel 1198 . In questi quasi duecento anni di storia, segnata da continue e sanguinose battaglie , l’Italia meridionale subisce profondi cambiamenti che avranno ripercussioni importanti nei secoli successivi. Eredi dei vichinghi norvegesi , si erano stabiliti in Francia nel 912, con Rollone che ,sposando la figlia del Re di Francia e convertendosi al Cristianesimo , aveva avuto in dono la Normandia. Guerrieri possenti e coraggiosi , scortavano i pellegrini ed i mercanti per l’Europa fino in Terra Santa o si affidavano a qualche signorotto di turno come mercenari . In uno dei tanti viaggi sostarono a Salerno , dominata dal Principe longobardo Guaimario III , e contribuirono alla sua vittoria contro i Saraceni che l’avevano assediata. Come premio si accontentarono di doni in natura e di qualche gioiello , ma nel volgere di alcuni lustri si impadronirono di tutta l’Italia meridionale scacciando i Bizantini e i Saraceni che se l’erano spartita per secoli e secoli e gli stessi longobardi che li avevano chiamati in loro aiuto furono privati di tutti i loro possedimenti e relegati a ruolo di comparse . La loro storia si identifica con la storia di una sola famiglia , gli Altavilla , che di generazione in generazione , tra guerre contro tutti e spesso tra di loro , riuscirono a rafforzare la leadership e a mantenere il potere fino all’estinzione per mancanza di eredi maschi . Con la loro scomparsa, finì il periodo normanno , anche se i successivi regnanti svevi conservavano una parte del loro sangue , ereditato da Costanza d’Altavilla che aveva sposato il tedesco Enrico VI , figlio di Federico Barbarossa . Nel 1130  unificarono tutto il Meridione dal Lazio alla Sicilia in un unico regno che sarebbe durato settecentotrenta anni , fino al 1861 , quando fu creata l’Unità d’Italia . Durante il loro dominio iniziarono le Crociate per liberare il Santo Sepolcro ( 1096 ) , fu istituito l’Ordine dei Templari ( 1118 )  , si diffuse l’uso dei cognomi da affiancare ai nomi , nacquero le lingue nazionali ed i primi poeti italiani , si consolidò l’identità dei paesi , divisi in feudi e gestiti capillarmente ad uno ad uno da loro conterranei fidati e fedeli . Furono ratificate le prime normative per la difesa della proprietà , del rispetto di regole sociali , della difesa delle donne e fu anche coniato per la prima volta il Ducato , moneta che durerà oltre sette secoli . Soli contro tutti , odiati e temuti , riuscivano a vincere battaglie contro eserciti molto più numerosi , con un’audacia ed un tempismo che fanno pensare anche a qualcosa di soprannaturale o meglio ancora di predestinato. Come se una volontà superiore avesse voluto il loro ingresso e la loro storia nella nostra nazione per uno scopo ben preciso . Cattolici ferventi, ma feroci come animali selvatici, ambiziosi senza ritegno , ma rispettosi delle alleanze , approfittavano del minimo errore per cambiare strategia politica ed impadronirsi del feudo o regno dell’alleato che era venuto meno ai patti  . Sospettosi per natura , agivano sempre da soli e da soli vincevano quasi tutte le battaglie o con la forza o con l’astuzia o con l’improvvisazione del momento , che disorientava ogni avversario . Amici dei bizantini contro i saraceni , diventavano amici dei longobardi contro i bizantini, ed alla fine spensero dopo quattro secoli di dominio ininterrotto anche la storia longobarda , restando padroni incontrastati dell’Italia meridionale per oltre un secolo . Quando Roberto d’Altavilla detto il Guiscardo , nel 1059, riuscì a compiere il salto di qualità facendosi eleggere , con la benedizione del Papa , Duca di Puglia , di Calabria e di Sicilia , che  era ancora in mano ai saraceni , divennero un treno inarrestabile e feroce che faceva gridare alla gente di ogni paese o contrada  “ a furore normannorum libera nos Domine “ ( liberaci , o Signore , dal furore dei normanni ) . Devastazione e sottomissione totale era la ferrea legge che non risparmiava nessuno e che in breve tempo li portò al rango di padroni assoluti , contro cui nessuno osava ribellarsi . L’arrivo al trono poi del nipote Ruggero d’Altavilla detto il normanno , fu l’apoteosi della loro ascesa e l’inizio di una nuova epoca. Era il 1130 e fino a fine secolo è un continuo ampliarsi della loro sfera di azione che nella seconda metà del secolo arriva anche in Africa ed Asia . Durante l’epopea normanna si mettono in luce personaggi di grande spessore umano e caratteriale che meritano di essere menzionati ed analizzati rappresentando lo specchio fedele della società di allora e rivestendo il ruolo di icone immortali e senza tempo  . Servi , traditori, eroi e donne con forte personalità che cavalcarono e determinarono eventi e situazioni di grande rilevanza politica e sociale . La fermezza morale di Guido di Conza era una eccezione in un mondo in cui prevaleva solo e sempre la prepotenza e la forza bruta . La fedeltà incondizionata al Re porta Riccardo d’Aversa  all’estremo sacrificio , affrontato con dignità e fermezza . L’acume tattico di Saracena della Trinità è un esempio universale di amore materno e la sua cavalcata durante tutto il XII secolo è una pietra miliare nelle vicende dell’Irpinia, anche se dimenticata e relegata nel fondo cupo e nero dello scivolo della Storia . L’ostinatezza di Gisulfo di Salerno o l’audacia di Rainulfo conte di Avellino e di Caiazzo o meglio ancora l’astuzia ulissea di Roberto il Guiscardo alle prime armi in Italia sono spaccati di vita che possono entrare nella scena immortale della commedia della storia dell’uomo dalla porta principale . Né possiamo dimenticare l’epopea della famiglia della Marra , che , dopo cento anni di fedeltà continua agli Altavilla , all’ultimo , sceglie la parte sbagliata e perdente, e  ne paga le conseguenze fino a scomparire dalla scena politica e militare,scappando in Germania o nascondendosi tra la gente comune dando origine ai Marra attuali  . Occorre pensare che da uno solo di loro sono nati migliaia e migliaia di discendenti che vivono nella società attuale a chilometri di distanza tra di loro e che non sapranno mai di essere parenti e di avere il corredo cromosomico in comune . Da non trascurare infine l’importanza fondamentale che ha avuto nella storia d’Italia la battaglia di Civitate del 18 Giugno 1053 che è la chiave di volta del dominio normanno nella nostra penisola e prepara l’ascesa degli Altavilla al potere . Sono schierati 3000 cavalieri normanni con 500 fanti e di fronte a loro un esercito imponente di 6000 e passa soldati pontifici reclutati in mezza Europa da un Papa che per la prima volta nella storia si pone alla testa di un esercito con il vessillo di Pietro ed arringa i soldati prima della battaglia invocando su di loro la benedizione del Cielo . E’ una guerra santa che doveva annientare i normanni e cancellarli per sempre , invece è la giornata del dioscuro Roberto il Guiscardo che , disarcionato per tre volte dai nemici, si rimette in sella e fa strage di svevi, incitando i suoi alla riscossa , in un momento di gravissima difficoltà . Fosse andata diversamente , la storia delle nostre contrade non sarebbe stata la stessa nel millennio successivo . Ma quello che rende unica e mitica questa battaglia è sia la strategia militare messa in atto , che permette al Davide di sconfiggere Golia e sia la successiva strategia politica di sottomettersi al Papa sconfitto e riconoscerlo come referente e capo  . Una serie mirabile di circostanze e di avvenimenti , senza sbagliare un solo colpo , che lascia perplessi e pensosi molti storici che hanno affrontato e scritto nei secoli delle avventure degli eredi dei vichinghi in Italia meridionale .                                                 
                                                                                                                                         edmondomarra@virgilio.it

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