lunedì 16 luglio 2018
domenica 15 luglio 2018
NORMAN
UN POPOLO INDOMITO GIUNGE IN ITALIA
MERIDIONALE DOPO L’ANNO MILLE E DISEGNA LA STORIA DI UN’UNITA’ DURATA FINO AL
1861
Quando apro un libro di argomento storico mi aspetto di trovarmi
di fronte a un saggio o a un romanzo. Per Norman si tratta di una esperienza
nuova. L’epopea normanna in Italia meridionale viene qui affrontata utilizzando
un originale espediente narrativo. Edmondo
Marra, stimato medico di Volturara Irpina (AV) e studioso di storia locale e di
genealogia, con al suo attivo numerose pubblicazioni su questi argomenti, da’
voce ai personaggi del suo libro lasciandoli dialogare tra loro proprio nei
momenti che aprirono loro le porte della Storia. L’uso di tale tecnica finisce
per trasportare il lettore in vicende realmente accadute, che si succedono però
in una irreale continuità che rende più vicini gli accadimenti, accentuandone
le relazioni. Commenti e sentimenti attribuiti di volta in volta agli attori di
quella appare come una rappresentazione storica, intuiti e inventati
dall’autore, condiscono una narrazione pulita che fa uso della lingua corrente,
senza cedere alla tentazione, oggi molto diffusa, di adattare il linguaggio ai
tempi di cui si narra. Neanche la distanza sociale nei dialoghi viene marcata
da differenze lessicali e la lettura risulta facile e scorrevole, evitando così
di distrarre il lettore dal complesso svilupparsi della storia di coloro che
per due secoli determinarono le sorti della nostra Penisola. Il libro, che non
ha editore, perché è stato pubblicato on line, e viene distribuito direttamente
dall’autore, tratta di un periodo che va dal fatidico passaggio all’anno Mille,
con una citazione dovuta alla (discussa da molti studiosi) attesa della fine,
alla morte dell’ultima normanna, Costanza d’Altavilla nel 1198.Dal passaggio,
quasi pacifico, dalla dominazione longobarda in Italia meridionale a quella dei
Normanni che, eredi degli antichi Vichinghi, si erano ormai stabiliti in
Francia abbracciando, ma mai in modo totale, la religione cristiana, alla
convivenza di feudatari appartenenti ai due popoli, spesso anche imparentati,
all’acquisizione del potere da parte di Roberto il Guiscardo, tra il 1047 e il
1076 e poi di Ruggiero II, detto il Normanno, re di Sicilia, che realizzerà
l’unità dell’Italia meridionale, che dal 1130 durerà con continuità fino al
1861, il libro ci rende testimoni di un periodo ricco di significative
trasformazioni per il nostro Paese.
Misteri e segreti non mancano di arricchire il testo di
interessanti riferimenti, come quello che l’autore fa al mitico Tesoro dei
Templari e alla presenza del culto di San Michele Arcangelo, importato nel
nostro Paese proprio dai Longobardi. Inoltre compare anche qualche della Marra,
appartenente alla stirpe normanna, che con alterne sorti accompagna l’ascesa
dei nuovi conquistatori dell’Italia meridionale .La rigorosa e attenta analisi
di un periodo così poco conosciuto e affascinante per gli amanti del Medioevo
va a tutto merito dell’autore che, pur volendo dare centralità alla sua
Volturara e alle origini normanne della propria famiglia, riesce a inserirla in
modo discreto e funzionale nel racconto.Ritengo che il testo non dovrebbe
mancare nella libreria di ogni meridionale amante della nostra storia. Tuttavia
ritengo che possa essere di aiuto anche agli studenti, facilitando la
memorizzazione di personaggi e vicende che, in modo lungimirante, non sono
state distorte dalla spinta narrativa. Studiare la Storia in questo modo
sarebbe senz’altro più avvincente.Dopo aver letto Norman ho fatto alcune
domande all’autore, che gentilmente mi ha permesso di capire qualcosa in più su
quello che avevo letto.
Come mai ha pensato proprio ai Normanni per il suo libro? Sono un appassionato
di ricerche genealogiche e la famiglia Marra ha origini normanne . La sua
storia in tutti i libri consultati viene fatta risalire al 1200 a Ravello,
mentre manca il periodo antecedente dal 1037 al 1200. Ho cercato di indagare e
sono giunto alla conclusione che i della Marra arrivarono in Italia nel 1037-40
al seguito degli Altavilla . Gerardo, gran Conte di Ariano, secondo le mie
ricerche è un Marra . E’ una scoperta di grande rilevanza storica, ma non
suffragata da elementi inconfutabili (in un altro libro di prossima
pubblicazione “Storia della famiglia Marra” c’è tutto l’albero genealogico
ricostruito) . E’ consequenziale lo studio del periodo e la sua pubblicazione.
Di grande aiuto mi è stato P. Alessandro Di Meo (1726-1786), volturarese
trapiantato a Nola, con i suoi Annali del Reame di Napoli nella mezzana età.
Il titolo “Norman” si riferisce a un solo normanno o all’intero
popolo? Norman è il prototipo
del normanno (uomo del Nord), ma anche uno dei probabili capostipiti dei della
Marra (Norman de la Mare). Le ricerche storiche, in definitiva, sono state
lunghe e rigorose. La chicca, a cui tengo di più è il fatto che Gerardo Conte
di Ariano possa essere un della Marra con i suoi discendenti fino al 1140,
quando furono costretti a scappare in Germania per essersi messi contro
Ruggiero II il normanno per poi tornare alla fine del regno normanno e
stabilirsi a Ravello prima e Barletta poi.
Qual è l’eredità che i Normanni hanno lasciato all’Italia
Meridionale? Dopo il lungo periodo
longobardo che trasforma l’Italia meridionale, la venuta e la permanenza dei
Normanni apre una fase nuova che porta modernità ed arriva fino ai giorni
nostri . Si ha l’unità dell’Italia meridionale per circa 700 anni fino al 1861,
viene coniato il ducato, nascono le lingue nazionali, si regolamenta l’attività
amministrativa su tutto il territorio (Assise di Ariano). Credo che molto di
quel periodo sia arrivato ai giorni nostri, subendo cambiamenti fisiologici nel
corso dei secoli e che molti toponimi risalgano a quel periodo.
Cosa ha scritto precedentemente?
Ho scritto libri sul brigantaggio napoleonico e post unitari, sulla
Peste del 1656, che distrusse il 60-70% della popolazione meridionale, la
storia di Volturara, di Montemarano, libri sul culto di San Nicola, San Michele
e San Sebastiano a Volturara. Scrivo libri di genealogia volturarese su singole
famiglie fino al 1500, cioè dai primi documenti certi.
Dove è possibile acquistare il suo libro?
Per adesso lo do io, sotto richiesta, a Volturara . Lo si può trovare
anche on line su Amazon italia
Dove e quando lo presenterà?
Al momento non ho organizzato nessuna presentazione da nessuna parte.
Non ho fatto pubblicità alla pubblicazione per capire prima se poteva essere di
qualche interesse .Sicuramente lo presenterò a Castelfranci nell’Associazione
“Giordano Bruno” di Felice Storti, come per ogni libro che ho scritto .
Sono convinta che il suo libro sia di grande interesse e le
consiglio sinceramente di pubblicarlo e di venderlo.
Eleonora Davide , giornalista
Wwwitalia
NORMAN domenica 8 luglio 2018
LA STORIA DI VOLTURARA IRPINA DI EDMONDO MARRA SU AMAZON
LA STORIA DI VOLTURARA IRPINA
Un'opera bellissima con le vicende del paese dalla nascita ai giorni nostri
mercoledì 4 luglio 2018
2009 , 26 Luglio , processione di Sant'Antonio , flashback
La Processione scende dal Campanaro . E' bellissima , migliaia di persone con ceri e candele , si avviano alla Chiesa Madre dopo aver reso omaggio al Santo di Padova , come ogni anno da 50 e passa anni . Una dimensione meravigliosa con fede , colori , spari di mortaretti , partecipazione emotiva . Dietro la Statua portata in spalle da volontari appassionati , il Sindaco con la fascia tricolore ed il vestito della festa . Affianco a lui , il maresciallo dei Carabinieri in alta uniforme e gli assessori e consiglieri a partecipare con gioia e impegno . E' questione di un attimo . La processione si ferma quando siamo affianco alla Teglia secolare , simbolo di libertà e amore per il paese . Sembra che stava aspettando il momento . Si avvia di traverso alla processione dalla piazza al Bar dell'angolo . Il suo sguardo è duro , deciso , fuori dal normale . Osserva il Sindaco negli occhi come a dirgli : tu stai ancora qua ! Nessuno capisce , solo il Sindaco sa che non è lui che agisce e che è arrivato il momento ! . Cinque giorni dopo il Sindaco si dimette . Avrebbe voluto gridare , denunciare , combattere , ma capì perché avrebbe dovuto cercarsi un legale , l'altro ce lo aveva già !
martedì 3 luglio 2018
dal romanzo storico 1656 , la peste
Capitolo VI Le favole di Giovannina
Giovannina dimostra molto di più
dei suoi cinquanta anni . Minuta , con le spalle e la schiena incurvate ,
sembra sopportare un dolore più grande di lei con rassegnazione cristiana e una
volontà di vivere solo per pregare per la perdita del marito e di sua figlia nella
baraonda dell’agosto precedente . E’ una sopravvissuta alla prima ondata della
peste e non volendo tornare nella
casupola che le ricorda il passato , è rimasta nell’ospedale a dare una
mano . Si adatta a fare di tutto. Rassetta le stanze , porta le ciotole di cibo
ai malati , unge con creme e linimenti i corpi martoriati degli appestati , poi
al calare della sera si trasforma . Si lava per bene , si rassetta e va nella
stanza dei fanciulli . Accende il lume e si siede sulla panca con i letti
intorno . Un sorriso velato fa da saluto ai piccoli che attendono impazienti il
suo arrivo . Anche chi è sopito nell’ardore della febbre e sofferente nei
dolori della malattia , si sveglia e la osserva con curiosità . Inizia con una
preghiera antica che è il preludio ai suoi racconti , alle sua fiabe . Assume
un aspetto austero e con tono profondo cerca di attirare l’attenzione dei
piccoli per far loro dimenticare per un poco le tante sofferenze . Ogni sera è
un racconto diverso per sette giorni fino a ricominciare daccapo con nuovi
ospiti , dopo che i precedenti sono stati portati via dai becchini . E’ il
tempo che basta per vederli morire ed ogni volta che inizia dal lunedì spera
sempre che questo vento maledetto si plachi e ritorni la luce.
Inizia sempre con la favola della
principessa Biancacipolla .
C’era una volta un Re che aveva una figlia di
nome Biancacipolla che non sorrideva mai e rispondeva sempre con un “no “ a
tutte le domande o le richieste che le facevano . Il Re era molto contrito per
il futuro della figlia e sperava sempre che si sposasse per dargli un erede.
Chiamava tutti i maghi e gli scienziati
del regno per cercare di risolvere la questione , ma gli anni passavano e la
figlia si chiudeva sempre di più in se stessa , senza sorridere mai . Restava
giornate intere nella sua stanza e scendeva solo per mangiare .
Ormai la storia di Biancacipolla
, principessa triste , era conosciuta in tutto il regno ed ognuno cercava da
portare una soluzione che si rivelava sempre inutile . Il Re aveva ormai perso
ogni speranza di vedere la figlia sorridere , quando si presentò a palazzo un
giovane contadino che affermò di avere la soluzione del problema . Il sovrano ,
contrariato dalla sfacciataggine di quel giovane e non credendo che dove
avevano fallito i migliori scienziati , potesse arrivarci lui con quei calzoni
stinti e quelle scarpe che sembravano barche, lo fece buttare fuori dai servi ,
ma la Regina ,
stanca della situazione in cui versava la figlia , nei giorni seguenti si mise
nelle sue orecchie di continuo per convincerlo a dare una possibilità al
giovane di provare a risolvere il problema della figlia . Alla fine riuscì nel
suo intento ed il Re mandò un bando per tutto il regno per far tornare
alla reggia il contadino e metterlo alla
prova . La notizia arrivò alla fine in quella campagna sperduta dove abitava il
giovane che in poco tempo si ripresentò davanti al Re con aria baldanzosa e
disinvolta . Il Re , per non esporsi a brutte figure , gli pone una clausola
che se riesce nell’intento di far ridere la figlia gliela farà sposare , in
caso contrario gli farà tagliare la testa. Il giovane senza tentennamenti
accetta la sfida e chiede al Re di essere lasciato solo con la figlia per un
poco di tempo . Detto , fatto , entra
nella stanza della ragazza che sta sdraiata sul letto , si siede in un angolo
lontano da lei ed incomincia a riflettere. Poi le si rivolge dicendole
“ Possiamo mai restare così
lontani che non senti nemmeno quello che dico ?
Come abituata da sempre
Biancacipolla gli risponde di no ed il giovane si sente allora autorizzato ad
avvicinarsi a lei . La ragazza resta sbigottita dalla furbizia del giovane e
studia come frenare la sua irruenza , ma lui insiste e le chiede
“ Possiamo mai restare così
lontani , io su una sedia e tu nel letto?
Biancacipolla risponde subito “
No “ ed il giovane senza esitazioni si infila nel suo letto .
Poi continua
“ Possiamo mai restare tutti e
due nel letto senza abbracciarci ?
Allo scontato “ no “ della
ragazza , il giovane si sente autorizzato ad abbracciarla e a baciarla .
A questo punto la ragazza ,
colpita dalla furbizia e dalla intraprendenza del giovane , scoppia in una
fragorosa risata , che si sente in tutto il palazzo e risponde all’abbraccio
con trasporto . Il Re e la
Regina non riescono a credere ai loro occhi ed alle loro
orecchie , e accorrono nella stanza della ragazza , trovandola abbracciata con
il giovane . Tutti contenti decidono che quel giovane merita un premio e gli
danno in sposa la figlia . Diventa principe e dopo poco tempo Biancacipolla da
al Re il sospirato erede .
domenica 1 luglio 2018
1656 , LA PESTE
1656 , LA CLESSIDRA DELLA STORIA
NESSUNO IN ITALIA SA CHE SIGNIFICA IL 1656 . UN ANNO IN CUI LA STORIA PASSO' ATTRAVERSO UNA CLESSIDRA CHE DISTRUSSE IL 60% DELLA POPOLAZIONE . LA NOSTRA PRESENZA SUL MONDO E' DATA DALLA FORTUNA DEL NOSTRO ANTENATO DI ALLORA CHE NON E' MORTO COME MILIONI DI ALTRI , MA HA AVUTO IL CULO DI SALVARSI PER POTERCI FAR NASCERE . IL ROMANZO E' UN TUFFO IN QUELL'ANNO ATTRAVERSO UNA STORIA DI AMORE DI GRANDE INTENSITA' E LA GALLERIA DI PERSONAGGI UNICI .
NESSUNO IN ITALIA SA CHE SIGNIFICA IL 1656 . UN ANNO IN CUI LA STORIA PASSO' ATTRAVERSO UNA CLESSIDRA CHE DISTRUSSE IL 60% DELLA POPOLAZIONE . LA NOSTRA PRESENZA SUL MONDO E' DATA DALLA FORTUNA DEL NOSTRO ANTENATO DI ALLORA CHE NON E' MORTO COME MILIONI DI ALTRI , MA HA AVUTO IL CULO DI SALVARSI PER POTERCI FAR NASCERE . IL ROMANZO E' UN TUFFO IN QUELL'ANNO ATTRAVERSO UNA STORIA DI AMORE DI GRANDE INTENSITA' E LA GALLERIA DI PERSONAGGI UNICI .
giovedì 10 maggio 2018
martedì 20 marzo 2018
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